Il piccolo principe

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Il piccolo principe

Titolo: Il piccolo principe
Titolo originale: The little prince
Regista: Mark Osborne
Casa di produzione: Orange studio
Anno: 2016
Durata: 1h 48m
Genere: animazione
Voto: 6/10

Tratto dall’omonimo racconto di fama mondiale, Il piccolo principe, diretto dal regista Mark Osborne, riesce a mescolare i contenuti del libro, scritto da Antoine de Saint Exupérie, ad un contesto moderno. Protagonista dell’opera, infatti, non è più il principe del titolo, bensì una bambina (anche questa senza un nome definito, dal momento che rappresenta tutti i bambini del mondo) che, ancor prima di crescere, sta per essere risucchiata dal meccanismo grigio e omologato della vita degli adulti. Desiderosa di aiutarla ad ottenere un successo lavorativo quando sarà grande, sua madre le organizza la vita solo in funzione dell’esame di ammissione alla scuola per futuri manager Werth. Tutto procede secondo i piani, fino a quando la bambina stringe amicizia col suo nuovo vicino, un anziano aviatore che condividerà con lei una storia straordinaria, quella del suo incontro con il piccolo principe.

Il piccolo principeSeppure all’inizio i due personaggi principali non sembrano altro che una bambina saccente e un vecchio pazzo, il loro sviluppo personale e la nascita della loro amicizia, funge appieno alla funzione di parlare sia ai bambini che agli adulti. La trama si sviluppa in modo abbastanza lineare nonostante sia divisa in due parti, quella che concerne la bambina, e quella che riguarda la storia dell’aviatore e del principe. I due filoni sono anche differenziati dalla tecnica d’animazione che viene utilizzata: tridimensionale per la prima e stop motion la seconda. Inoltre la colonna sonora di Hans Zimmer è abbastanza adeguata a rendere le atmosfere del film.

I sentimenti che ci trasmette questa storia sono molti ed in particolare c’è un forte senso di nostalgia per il periodo dell’infanzia. Inoltre si impara che:

  • l’essenziale è invisibile agli occhi: ci viene mostrato il mondo degli adulti nel quale non si dà importanza a quello che si è veramente ed ai sentimenti delle persone, ma si predilige il lato più materialistico della vita. Tutti sono indaffarati ad accumulare e nessuno si cura di coltivare la propria ricchezza interiore. A ciò si può ricollegare anche la scelta del principe di separare il suo involucro mortale dallo spirito pur di raggiungere la rosa da lui tanto amata.
  • Diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato: ci viene spiegato il valore dei legami e soprattutto dell’amicizia. In particolare, l’affetto che s’instaura tra la bambina e l’anziano è stato costruito grazie al tempo che i due hanno speso insieme, perché la voglia di voler donare il proprio tempo ad una persona e la volontà di volerla conoscere per quella che è la rendono speciale ai nostri occhi. Inoltre viene spiegato che quando i sentimenti sono veri, non ha importanza la distanza che separa le persone e si accetta meglio il distacco della morte.

Il piccolo principe
Il punto di forza di questo film è quello di essere la trasposizione di un libro già molto noto che quindi gli ha aperto la strada verso il successo, mentre quello di debolezza è che forse la seconda parte risulta un po’ slegata dal resto del film, ostica alla comprensione dello spettatore che non ha mai letto il racconto.


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2 Commenti On "Il piccolo principe"

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Sophia Rose
Ospite

I love movies that remind me of childhood golden days. Thanks for sharing about this one, Loren!

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