The three colonels di Jack Caldwell

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Il club di Jane Austen


The three colonelsTitolo: The three colonels
Autore: Jack Caldwell
Casa editrice: Sourcebooks landmark
Anno: 2012
Genere: storico/romantico
Voto: 5/5

The three colonels è il sequel ideale di due dei romanzi scritti da Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento, che non si accontenta di essere solo una storia d’amore Regency ben scritta, ma diventa anche un ottimo romanzo storico. Questo perché le vicende si svolgono al tempo in cui Napoleone, scappato dall’isola d’Elba, riaccende i conflitti nel continente, conflitti che culmineranno poi nella battaglia di Waterloo.
Protagonisti dell’opera sono il colonnello Brandon, il colonnello Fitzwilliam e l’inedito personaggio del colonnello Buford, i quali, proprio nel momento in cui cominciano a godere delle gioie della vita domestica, vengono richiamati in guerra. Coprotagoniste sono le loro metà: MarianneAnne e Caroline.

IWaterloo personaggi sono molto ben caratterizzati e ad ognuno di essi viene dato il giusto spazio. Infatti, al colonnello Brandon e al colonnello Fitzwilliam, dal momento che sono figure già conosciute, viene riservato meno spazio rispetto al colonnello Buford, un nuovo personaggio che ha bisogno di essere meglio sviluppato. Egli diventa subito un personaggio interessante in quanto viene presentato come un uomo dalla cattiva reputazione ma che ha molti tratti in comune col Mr Darcy di cui tutte siamo innamorate. Di lui mi è piaciuto in particolare il fatto che, pur avendo l’alterigia di Darcy, non badi alle formalità della società e vada dritto per la sua strada pur di ottenere ciò che vuole.
Mentre il colonnello Brandon viene descritto per lo più in ambienti familiari – le scene più dolci sono proprio quelle che lo vedono con sua figlia e con sua moglie -, il colonnello Fitzwilliam agisce in modo giocoso ma diretto, sia per quanto riguarda gli affari di famiglia che la guerra.
Marianne, Anne e Caroline hanno tutte una grande maturazione personale, cambiano, e cominciano a comportarsi come delle signore e non più come delle ragazzine, diventando, seppure nel minor spazio che viene loro dedicato, delle vere e proprie eroine. Mentre Anne comincia ad assumersi delle responsabilità dal punto di vista economico, Marianne comprende appieno cosa significhi essere la signora Brandon e comincia a proteggere quelli che sono sotto la sua giurisdizione. 

Spoiler
 Probabilmente è difficile pensare che un personaggio come Caroline Bingley possa cambiare al punto di diventare un’eroina, ma io credo che dentro di sé ogni cattivo nasconda un eroe, e a volte bisogna solo dargli una possibilità di redenzione. Il suo cambiamento, poi, è plausibile e la sua descrizione non una volta fa dubitare della sua autenticità, inoltre, la sua storia d’amore con il colonnello Buford è un pilastro fondamentale del romanzo ed è avvincente quasi quanto quella di Elizabeth e Darcy (addirittura la dichiarazione di Buford mi sembra molto simile a quella di Hunsford).

Sono presenti inoltre, seppur per brevi apparizioni, molti altri personaggi delle opere di Jane Austen, come i Darcy (Fitwilliam in particolare viene spesso usato come espediente per risolvere alcune situazioni), gli Elliot, i Ferrars. Addirittura è stata anche citata lady Metcalf, cosa che denota una grande conoscenza delle opere della Austen da parte dell’autore. Mi ha fatto molto piacere poi rivedere la figura del maggiore Denny, soprattutto perché viene approfondita più di quanto non sia stato fatto in Orgoglio e pregiudizio. Dello spazio è stato dato anche a Mary Bennet che, anche se non completamente, sembra notevolmente migliorata. L’unico personaggio che mi ha perplesso è stato Mr Collins con il suo improvviso cambio di rotta.

La narrazione si sposta piacevolmente tra le vicende che riguardano ognuno dei personaggi principali, diventando in questo modo quasi un romanzo corale.
Il punto di forza del libro è stato proprio questo, raccontare più di una storia contemporaneamente, coinvolgendo il lettore in tutte senza mai annoiare. In romanzi che usano questa struttura, di solito si alternano sempre parti interessanti ad altre noiose che il lettore riesce a leggere velocemente pur di ritornare a quelle interessanti, ma qui la narrazione era così bilanciata che non c’è stata una scena noiosa o poco coinvolgente. Inoltre, l’autore descrive con un punto di vista maschile il mondo di Jane Austen, ed è sbalorditivo quanto questo non intacchi in alcun modo la narrazione, nemmeno nelle scene più intime, ma che anzi dia alla scrittura un che di sensuale e mai visto, almeno per me, in altre variations. Ci sono addirittura dei paragrafi in cui possiamo leggere il pensiero di Napoleone stesso. Ho apprezzato, inoltre, in quanto appassionata, la presenza di molte lingue nel libro, ed in particolare del messaggio che esse veicolano in una determinata scena d’amore.

NapoleoneMolto forte nella narrazione è il tema della guerra. Ammetto che l’idea di leggere un libro che unisse le bellezze dell’epoca Regency agli orrori della guerra mi entusiasmava davvero molto, e sono contenta che il romanzo non abbia deluso le mie aspettative. La parte storica è veramente ben curata, ho potuto davvero immaginare la guerra; è ben visibile la passione nella narrazione, e tutte le informazioni ed i personaggi realmente esistiti, ad esempio il duca di Wellington, hanno fatto sì che il libro potesse anche insegnare qualcosa al suo lettore, che poi è la cosa migliore che un romanzo, non a scopo didattico, possa fare. L’unica pecca è stata la mancanza di una scena dedicata alla fine della guerra ed ai pensieri di chi si trovava sul campo e poteva finalmente festeggiare. Un’altra cosa che avrebbe potuto rendere questo libro davvero perfetto sarebbe stato inserire nel finale il capitano Wentworth, sapevo che la cosa sarebbe stata poco plausibile, ma ci ho sperato comunque fino in fondo.

Alla fine del libro, tramite le sorti di due personaggi

Spoiler
 mi sono subito chiesta se l’autore avesse intenzione di inserire nella sua storia anche una morale religiosa, come se ai personaggi che avevano commesso qualche errore fosse destinata una punizione adeguata ai loro peccati. Immaginarsi la mia sorpresa quando leggendo la biografia dell’autore ho scoperto che è un devoto cattolico!

Sono davvero stata molto contenta di leggere questo libro, e mi dispiace di averlo lasciato sulla mensola per molto tempo. Non bastano le parole per descrivere quanto sia meraviglioso, bisogna solo viverlo. Ciò che è sicuro è che se anche le altre opere del signor Caldwell sono simili a questa, egli ha guadagnato una nuova appassionata lettrice.

L’autore

Jack CaldwellJack Caldwell è un autore, uno storico, uno sviluppatore economico, uno sceneggiatore e un ottimo cuoco. Nato e cresciuto in Louisiana, Jack e sua moglie Barbara sono state vittime dell’uragano Katrina che ha reso la Florida la loro nuova casa. Da sempre esperto di storia, Jack ha conosciuto e si è innamorato di Jane Austen durante i vent’anni, colpito dalla sua innata comprensione per la condizione umana. Jack utilizza il suo lavoro per diffondere la sua conoscenza della storia. Attraverso i suoi personaggi, spera che il lettore guadagni una conoscenza migliore di quello che è accaduto e che sviluppi un apprezzamento per le sfide e le tribolazioni dei nostri antenati. Quando non scrive o viaggia con Barbara, Jack prova a giocare a golf. Devoto convertito della chiesa romana, Jack è sposato con tre figli già grandi.


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2 Commenti On "The three colonels di Jack Caldwell"

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Sophia Rose
Ospite

You’ve made me want to go back and re-read this one. I loved it most especially for the new character Colonel Buford, but also because it mash-up a few Austen stories into a sequel.

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